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The Smiths, Perché la band si chiama così?

Moltissimi gruppi musicali che ascoltiamo e amiamo non sarebbero mai esisti senza gli Smiths. Infatti, sono considerati veri e propri pionieri dell’indie ed anche del britpop. La rivista New Musical Express ha detto del gruppo che sono stati la “band più influente di tutti i tempi“, non a caso. Da un punto di vista musicale, si loda il sodalizio tra Morrissey e Johnny Marr, rispettivamente cantante e chitarrista, in sintonia anche con gli altri membri fino al drammatico scioglimento. I testi curatissimi di Morrissey, paradossalmente anche semplici nella loro grande intensità, si sposavano perfettamente con la musicalità riconoscibilissima della chitarra di Marr. Ed è dal loro incontro che nacquero gli Smiths. Ma perché si chiamarono così?

L’impatto della band nella musica e non solo

L’influenza della band non si limita unicamente alla musica, ma anche alla società e alla politica. Il loro secondo album, ad esempio, dal titolo Meat is murder fu una fondamentale presa di posizione politica pro-vegetariana. Tra gli altri, questo album influenzò anche Thom Yorke, frontman dei Radiohead, che ha dichiarato di aver deciso di diventare vegetariano proprio grazie a questo album. Quest’ultimo segnò l’inizio di una sempre più accesa intensità nelle prese di posizione della band nel corso della sua carriera. All’interno della loro produzione musicale, gli Smiths hanno mostrato un grande interesse per le classi meno abbienti, volendo denunciare le condizioni di chi non ha la possibilità di emanciparsi e subisce violenza. Ciò si lega anche al nome della band.

Nascono gli Smiths

L’idillio musicale tra Morrissey e Johnny Marr era inevitabile se pensiamo a tutto ciò che i due avevano in comune. Entrambi figli di immigrati cattolico irlandesi, entrambi vegani e, naturalmente, entrambi amanti della musica. Di base Morrissey era uno scrittore, mentre Marr era un musicista e giornalista. Si conobbero grazie a Steve “Pommy” Pomfret, un chitarrista amico di entrambi. Morrissey racconta a The Guardian il suo primo incontro con Marr in questo nome:

Ho aperto la porta, un giorno, e lui era lì. Sembra davvero fantasia, ma è esattamente come è successo. Poi mi disse: “Ti piacerebbe scrivere, e formare un gruppo?”. È stato tutto molto strano per me perché avevo provato a formare una band per tanto tempo e proprio in quel periodo in cui lui è venuto da me, io avevo deciso che non avrei più provato. E poi tutto è successo.

Il sogno che quindi nessuno dei due pensava di poter mai davvero realizzare, così, poteva diventare realtà. Mancava solo un nome. E qui entra in gioco l’interesse di Morrissey e Marr per i più “umili”. Scegliere il nome più diffuso di tutti, quello più comune, indicava che anche la loro musica riguardava la gente comune. Allo stesso modo, si contrapponeva ad un’idea più pomposa dei nomi delle band dell’epoca, come ad esempio i Duran Duran.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.