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“Jerry Lee Lewis è un genio”, parola di Elvis Presley

Quando si pensa al rock’n’roll delle origini, quello nato negli Stati Uniti d’America negli anni ’50, vengono subito alla mente diversi nomi due dei quali sono sicuramente Elvis Presley, il re del rock’n’roll, e The Killer, Jerry Lee Lewis. Entrambi vennero scoperti da Sam Philips, proprietario della piccola etichetta Sun Records di Memphis Tennessee. Quest’uomo ha anche il merito di aver scoperto Johny Cash, Roy Orbison e Carl Perkins, per dire altri tre nomi noti.

La Sun Records ed Elvis

Quando Jerry Lee Lewis iniziò a diventare famoso appunto con la Sun Records, Elvis Presley in realtà aveva già firmato per la RCA, a cui restò legato per tutta la su carriera. Sam Philips infatti accettò l’offerta di 40 mila dollari della major, che ad oggi possono sembrare pochi, ma all’epoca era la cifra più alta per un artista allora definito country, dato che ancora si doveva inquadrare il rock’n’roll come genere. Ciò nonostante, vivendo a Memphis, non era inusuale che Elvis andasse al suo vecchio studio per un saluto.

Jerry Lee Lewis ed il One Million Dollar Quartet

Fu in una occasione come questa che ebbe luogo un incontro che resterà nella storia. Infatti il 4 dicembre 1956 in studio erano presenti sia Carl Perkins, che registrava un suo disco, che Jerry Lee Lewis, che per Perkins suonava il pianoforte. All’arrivo di Elvis Sam Philips non si fece sfuggire l’occasione e sapendo che Johnny Cash era in zona, lo chiamò dicendogli di correre allo studio.

I quattro artisti iniziarono così ad improvvisare, ma non brani rock o blues, bensì gospel. Questa jam così particolare andò avanti per poco meno di un’ora. Fortunatamente Philips decise, senza avvertire i quattro, così da non condizionarli, di registrare il tutto, denominando il quartetto “Millioni Dollar Quartet”. Il disco contenente le 17 canzoni eseguite fu rilasciato negli ani ’80.

Una serata a Graceland

Quella non fu l’unica occasione in cui il re ed il killer jammarono insieme. A raccontarlo è George Klein, amico di infanzia di Elvis Presley e DJ a Memphis per più di cinquant’anni. Grazie a questo suo ruolo ebbe modo di conoscere moltissimi musicisti, tra cui anche Jerry Lee Lewis. Quella sera Klein era a Graceland, la villa di Elvis, in compagnia di quest’ultimo ovviamente, e di Alan Fortas, membro della cosiddetta Memphis Mafia, come veniva denominato il gruppo di amici di Elvis. Erano rimasti solo loro tre perché tutti gli altri erano andati al cinema.

Jerry Lee Lewis arriva a Graceland

Ad un certo punto il telefono squillo e Klein rispose. Dall’altra parte della cornetta a parlare c’era Sam Philips, che disse: “Io e Jerry Lee siamo nel vicinato. Che ne dite se facciamo un salto lì, così per divertirci un po’!”. Dopo pochi minuti i due arrivarono e, riportando le parole di George Klein: “Quando arrivaste eravamo nel soggiorno, che in fondo aveva il pianoforte a mezza coda. Sapevo già che da lì a pochi minuti Elvis e Jerry Lee avrebbero iniziato a suonare!”.

“Jerry Lee Lewis è un genio!”

Suonarono per circa 40 minuti, entrambi al pianoforte, uno sui registri gravi e l’altro sugli acuti, alternando brani dei reciproci repertori. Quando Jerry Lee Lewis e Sam Philips se ne andarono, Elvis con Klein e Fortis andarono a fare un giro in macchina, con il re del rock’n’roll al volante. I due amici del cantante di “Jailhouse Rock” iniziarono a parlare entusiasti della jam a cui avevano appena assistito ed esaltando le doti di Lewis. “A quel punto” ha narrato George Klein, “Elvis frenò, accostò, si girò verso noi due e disse: “Ragazzi lasciate che vi dica una cosa, Jerry Lee Lewis è un genio!”.

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