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Depeche Mode, I continui omaggi dei Bluvertigo e “Complicità”

I Bluvertigo sono stati un gruppo italiano senza precedenti. Hanno saputo unire influenze importanti: Duran Duran, Queen, King Crimson, David Bowie, ecc. E costruire uno stile unico e irripetibile, che, che piaccia o meno, si riconosce e distingue facilmente. A partire dalla loro “trilogia chimica” fino a live in cui eseguivano diverse cover di autorevoli artisti, hanno diffuso l’idea musicale di uno sperimentalismo continuo in linea con le tendenze degli anni ’80 che soprattutto dal secondo album si fa sempre più variopinto. Una delle influenze fondamentali nella carriera dei Bluvertigo furono sicuramente i Depeche Mode, a cui dedicarono innumerevoli omaggi, traducendo anche in lingua italiana una delle loro canzoni.

Da Here is the house a Complicità

Il più grande omaggio dei Bluvertigo ai Depeche Mode è costituito da una cover particolarissima di Here is the house. Il brano uscì nel 1986 e fa parte dell’album Black Celebration, uno dei più importanti degli anni ’80 anche per l’innovativa componente più dark (che forse fu proprio l’attrazione principale per i Bluvertigo). Quasi dieci anni dopo la sua uscita, nell’album d’esordio dei Bluvertigo del 1995 Acidi e basi, Here is the house diventa Complicità. Qui i Bluvertigo rispettano e preservano lo stile originale, adoperando una traduzione che si avvicina assolutamente al senso primario del brano. Le parole sono naturalmente adattate ad un linguaggio poetico di matrice italiana, del resto, sappiamo, che oltre allo sperimentalismo musicale i Bluvertigo si sono distinti per testi particolari con un linguaggio ricercato, spesso disadorno.

Here is the house
Where it all happens
Those tender moments
Under this roof
Body and soul come together
As we come closer together
And as it happens
It happens here in this house

– Ritornello di Here is the house

Complicità, il sogno di sempre
Su questo pianeta solo noi due
Spirito e corpi disgiunti
Poi in un istante congiunti
Ma io non sento il sangue pulsare in te

– Ritornello di Complicità

I Bluvertigo e i Depeche Mode

Dopo il grande successo di Metallo non Metallo (uscito nel 1997), che si aggiudica il disco d’oro ed è ritenuto uno dei lavori migliori dei Bluvertigo, la band si cimenta in una nuova sfida. Nel 1998 esce il singolo Altre forme di vita. Dell’album singolo fanno parte due canzoni live: una versione live di Decadenza, estratta dall’album d’esordio ed una cover di Never let me down dei Depeche Mode. Si trattò di una cover eseguita con grande precisione riproposta spessissimo nel corso dei loro concerti. Anche Morgan e Andy la ripropongono durante i loro live da solisti. Non vengono fatte modifiche sostanziali del brano, nel pieno rispetto stilistico dell’originale. Ciò che comunque affascinava i Bluvertigo dei Depeche Mode è sicuramente la componente elettronica, a cui loro erano molto avvezzi, per non parlare delle atmosfere cupe e dei testi spesso introspettivi. Come dirà Morgan a proposito del singolo “Wrong”:

I Depeche Mode fanno parte di quel tipo di visione, direi “cyber violence”, non so come chiamarla, un po’ di tecnologia applicata all’incubo o forse inconscio della modernità, il lato oscuro della vita moderna, molto necrofilo, cioè nel senso che hanno veramente particolare attenzione per ciò che è esiziale, quindi tende alla morte.

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Laureata in lettere moderne e laureanda in Filologia moderna. Siciliana doc, scrittrice, ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.