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Bob Dylan, ecco perché non sembra felice nel video di We are the world

Bob Dylan è uno dei cantautori più importanti della storia del rock. Cantastorie, vincitore del Nobel per la Letteratura ed a ragione, nella sua vita ha conosciuto tanti altri grandi artisti. Uno di questi fu Michael Jackson, che conobbe in occasione dell’incisione di We are the world. Bob Dylan è uno degli artisti più citati quando si guarda il video di We are the world, vi sono anche diversi memes con le sue espressioni. Forse perché, essendo molto timido e schivo, si percepisce il suo disagio di stare in mezzo a tanta gente. In realtà lui e Jackson non si videro chissà quanto, perché Dylan fu “tormentato” da tutti gli altri, che erano troppo felici di averlo là.

We are the world, la canzone della solidarietà

Innanzitutto, il brano è il risultato di una collaborazione tra moltissimi artisti che decidono di fare qualcosa per l’Etiopia, in quel periodo devastata da una bruttissima carestia. Fu utilissima in quanto vennero raccolti oltre 100 milioni di dollari, anche se venne incisa non senza difficoltà. Vi parteciparono, come abbiamo già detto, molti artisti (per la maggior parte americani) che quindi richiamavano non pochi fan e pubblico. Si temeva che una folla entusiasta si sarebbe precipitata nella speranza di vedere uno dei suoi beniamini. Ciò non accadde in quanto si registrò con moltissima sicurezza e in tarda notte per evitare tale rischio. E il risultato è un inno che tutti noi conosciamo.

We are the world
We are the children
We are the ones who make a brighter day, so let’s start giving
There’s a choice we’re making
We’re saving our own lives
It’s true we’ll make a better day, just you and me.

La partecipazione di Bob Dylan

Il 22 gennaio 1985 la canzone è finita e i due compositori hanno l’idea di mandare la cassetta finale a ogni artista che deve partecipare, così che abbia un’idea di cosa andrà a cantare e si possa registrare il tutto più velocemente possibile (per i rischi dei quali abbiamo già parlato). Per registrare si sceglie la sera del 28 Gennaio e Bob Dylan entra tranquillamente vista la segretezza. Tuttavia, ha un problema: viene adulato da tutti, viene circondato, abbracciato. La prima cosa che lo accoglie è un abbraccio di Bruce Springsteen, poi durante le varie pause socializza con gli artisti, che lo riempiono di domande, entusiasti di averlo lì. Diana Ross fu un’altra a saltargli addosso per abbracciarlo, Al Jarreau a quanto pare gli disse:”Bobby, nel mio modo stupido, voglio solo dirti che ti amo”. Poi ancora mentre incideva, essendo un perfezionista, non amava molto la parte parlata. Ci penso Stevie Wonder a rassicurarlo, fiero di lui che non a caso aveva una parte solista. Non possiamo però biasimare gli altri, Dylan è Dylan!

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.