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Bruce Springsteen, come il Boss ha raccontato l’America con le sue canzoni

Bruce Springsteenda tutto ricordato come Il Bossha ammaliato moltissimi con la sua musica e con le sue iniziative. Attivo in ambito musicale sin da giovanissimo vanta un gran repertorio, fra tutte l’indimenticabile “Born In the USA“. Venti gli album in studio senza contare i sette live e le otto raccolte. Anche le vendite sono state sbalorditive, contando gli anni di carriera, così come i premi. Un tema molto caro a Bruce Springsteen è il racconto dell’America, dei suoi ultimi, del grande e ambito sogno americano. Molto attivo nella difesa di alcuni ideali ha sostenuto diverse iniziative soprattutto legato al suo Stato d’Origine. L’America è stata praticamente raccontata da Bruce Springsteen, ecco come.

Bruce Springsteen, come ha raccontato l’America?

Quando si sente cantare o semplicemente vengono letti i testi di Bruce Springsteen si sente un certo patriottismo e un forte legame con quella che è la sua terra, l’America. Nei suoi scritti si percepisce la voglia di portare avanti l’intera comunità, senza che vi siano esclusi. L’essere uniti è fondamentale per il Boss, tanto che il sogno americano, altrimenti, non può essere tale. E’ riuscito a raccontare l’America in ogni suo aspetto, l’ha attraversata per mezzo dello spazio e del tempo, soffermandosi e raccontando, quando necessario. Si sofferma sulla geografia, sugli spazi e sui luoghi, tenendo soprattutto in considerazione chi li abita e come. Fondamentali sono infatti nelle canzoni di Springsteen gli americani.

Quali canzoni rispondono a questo parametro?

Forse quella che istintivamente viene pensata da tutti e proprio Born In the USA, in realtà possono esserne citate anche altre. Quello che cerca di mettere su carta è la forte distanza fra sogno americano e realtà. Uno dei brani più evocativi è probabilmente The River. Un giovane sembra essere costretto a fare il lavoro del padre, ma lui si innamora e fugge via verso dei campi verdi con la sua Mary. Lei rimarrà incinta, e a diciannove anni si sposeranno e lui, non troverà lavoro a causa della crisi economica. Stesso rammarico si sente in Born To Run dove un gruppo di giovani sfreccia dalla città che “strappa le ossa” con “macchine da suicidio”L’uomo americano che sembra correre sempre è rappresentato in ogni modo e in ogni luogo, mentre cerca di fuggire, scappare come nel finale di “Thunder Road” dove il protagonista salta su una macchina per scappare via dalla sua città di perdenti. Una rappresentazione molto concreta e allo stesso tempo veloce, così come velocemente fuggono alcuni dei suoi americani. Ovviamente non tutte le storie di Bruce non vanno in questa direzione.

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Maria Geraci, 1999. Laureata in lettere moderne e studentessa magistrale di letteratura, filologia e linguistica italiana. Appassionata di rock, grunge e cantautorato. Ferrata nella stesura di articoli e aspirante scrittrice. (mariageraci9@icloud.com)