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Eddie Van Halen: la storia del solo di “Beat It” di Micheal Jackson

“Beat It” è uno dei brani più celebri del re del pop Michael Jackson, pubblicato nel 1983, raggiungendo il primo posto delle classifiche statunitense e vincendo due Grammy Awards. Il brano si distingue per il suo arrangiamento in stile hard rock, curato da Jackson stesso e da Quincy Jones. Alla chitarra ritmica ed al basso sentiamo il membro dei Toto Steve Lukether, ma il brano si caratterizza molto per il solo di chitarra, frutto del featuring con Eddie Van Halen. La storia dietro questa collaborazione è incredibile!

Van Halen – Jackson: come iniziò la storia

La storia inizia nella casa di Los Angeles di Eddie Van Halen durante l’estate del 1982. Il telefono squillò ed Eddie andò a rispondere: “Chi è?”, “Quincy”, “Quincy chi?”, “Quincy Jones!”, “Ma vai al diavolo!” riattaccando. Questa scena si ripetette per quattro volte prima che il chitarrista si rendesse conto che non si trattava di uno scherzo, richiamando lui stesso Jones.

Quincy Jones a quel punto era nel bel mezzo della produzione di un nuovo album di Michael Jackson che sapeva sarebbe diventato un grande successo. Jones spiegò a Van Halen che l’album, all’epoca ancora senza nome, avrebbe salvato l’allora annaspante industria discografica e voleva che il leggendario chitarrista partecipasse con un solo al brano “Beat It”.

Le condizioni poste da Van Halen

Inizialmente Eddie Van Halen si dimostrò poco propenso a partecipare a questo featuring perché aveva un patto coi membri della band, che prevedeva che nessuno di loro avrebbe mai partecipato a progetti esterni al gruppo. Alla fine però le lusinghe di un produttore importante come Quincy Jones convinsero il chitarrista che, approfittando del fatto che i compagni di band erano fuori città, decise di accettare.

Van Halen disse di sì, ma tre condizioni: uno, non avrebbe dovuto inserirlo tra i crediti del pezzo perché non voleva che i suoi “bandmates” scoprissero la “malefatta”. Due, non voleva essere ricompensato per il lavoro, era semplicemente un favore. Tre, Eddie chiese a Micheal di insegnargli a ballare, prima o poi.

Van Halen: come stravolse il brano

Van Halen arrivò in studio  ed iniziò a lavorare subito, nonostante Maicheal fosse impegnato in quel momento a fare alcune voci per il film “E.T. l’extraterrestre” in presenza del regista Steven Spielberg e della produttrice Kathleen Kennedy. Quando Quincy Jones fece sentire la traccia a Van Halen, quest’ultimo disse che non era possibile fare un buon solo su quella base e in pratica riarrangiò la sezione del brano. Quando Micheal Jackson ascoltò il nuovo arrangiamento, fu d’accordo con il 100% delle modifiche fatte dal chitarrista.

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com