gtag('config', 'UA-102787715-1');

I 5 migliori biopic per gli amanti del rock

Quante volte amiamo conciliare la nostra passione per la musica con quella per il cinema? Sicuramente sono due forme d’arte molto simili. La colonna sonora è un elemento fondamentale del cinema, possiamo ai più famosi film horror in cui gioca un ruolo decisivo. Ci sono pellicole che sono definibili musicali in quanto raccontano attraverso le canzoni una storia, esprimono il punto di vista dei personaggi, ecc. Ma ci sono anche volte in cui il film è il racconto di un pezzo di storia della musica, ad esempio un film biografico su una rockstar o su una band. Allora abbiamo raccolto per voi cinque biopic che gli amanti del rock non possono assolutamente perdere.

Bohemian Rhapsody

Iniziamo con uno dei più recenti. Il successo di Bohemian Rhapsody ha generato una Queen mania che comunque per molti già era fin troppo vivida. Ad alcuni fan più affezionati questo film non è piaciuto, come sempre accade un biopic specie sul mondo del rock si prende moltissime licenze. Eppure è stato un enorme successo e non si può perdere.

Rocket man

Altro recentissimo successo. Racconta, come si capisce, la storia della vita di Elton John senza tralasciare i più intimi dettagli. A causa del riferimento all’omosessualità del cantante, il film ha subito diverse censure ad esempio in Russia. Altrove è stato accolto con grande entusiasmo per la forte onestà con cui presenta i fatti.

The Doors

Un nome semplice per un titolo rivelatore. In realtà, fare un film sulla vita di Jim Morrison e sulla sua particolarissima personalità e band non è semplice. Poeta maledetto, in questo film possiamo conoscere le sue vicende amorose, la sua evoluzione artistica e molto altro ancora.

Nowhere boy

Siamo partiti da un biopic acclamato e famosissimo, mentre questo è un po’ di nicchia, ma ugualmente meritevole. Nowhere boy è uscito in Irlanda nel 2009 e ci racconta la difficile adolescenza di John Lennon. Con una personalità così, non possiamo non essere curiosi di immergerci nella sua realtà giovanile, così complicata anche a causa dell’incresciosa situazione familiare.

Io non sono qui

Il film prende il nome da una canzone di Bob Dylan per raccontarci la storia della sua vita in maniera a dir poco originale. Infatti, il regista Todd Haynes ha deciso di frammentate la sua controversa personalità facendolo interpretare da ben sei attori diversi. Il film risulta poco coerente e anche un po’ difficile da seguire, ma forse è proprio per questo che ha reso bene la natura di Dylan.

 

Share

Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.