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Linkin Park, Leave out all the rest è il testamento involontario di Chester Bennington

I Linkin Park sono una delle band che maggiormente ha segnato la vita e nella fattispecie l’emotività degli adolescenti. Nel corso della loro attività musicale, hanno saputo guadagnarsi grande popolarità tra i più giovani grazie alle tematiche affrontate, ma anche al sound sempre in evoluzione. La dipartita di Chester Bennington, prematura quanto inaspettata, ha per questo motivo toccato tutti profondamente. Proprio la voce che aveva aiutato i giovani nelle loro difficoltà, dando sfogo alla loro rabbia ma infondendo loro anche grande forza, aveva deciso di spegnersi. Si spegne Bennington e si spegne anche il grido di una band che non sarà sicuramente mai più la stessa. Mentre per i suoi compagni di viaggio quanto per i fan è difficile accettare questa realtà, c’è una canzone che forse potrebbe aiutare loro a comprendere cosa devono pensare di Bennington per farsi forza. Ed è Leave out all the rest.

La storia di Leave out all the rest

La canzone è naturalmente stata scritta anni prima della morte di Bennington e non ha a che fare, quindi, direttamente con il suo tentativo di suicidio. È uscita il 14 Luglio 2008, come quinto estratto dal terzo album dei Linkin Park, Minutes to Midnight. Venne inserita anche nel film Twilight come colonna sonora. Il contenuto di questo brano è abbastanza chiaro: il narratore parla di un sogno in cui è scomparso, con questo probabilmente intendendo che è morto. Non si capisce bene a chi si rivolga, se ad un amico o alla persona che ama, ma sostanzialmente spiega di aver commesso diversi errori nel corso della sua vita e spera che però quando morirà vengano dimenticati. È presente anche un topos nei testi dei Linkin Park (pensiamo ad esempio a Numb), ovvero la voglia di affermare se stessi e di non essere come gli altri. “I can’t be who you are“, si dice nella canzone.

Forgetting
All the hurt inside you’ve learned to hide so well
Pretending
Someone else can come and save me from myself
I can’t be who you are.

Dopo la morte di Chester Bennington

La morte di Bennington è avvenuta sempre a Luglio, ma il 20 Luglio del 2017. Diversi richiami nel testo fanno pensare alla sua storia. Considerato che è morto suicida e conoscendo la personalità che trapelava dalla sua attività musicale, non è difficile accostare il testo anche alla sua prematura dipartita. È come se fosse un involontario testamento di ciò che si deve fare dopo la sua scomparsa. Il pubblico sembra aver effettivamente ubbidito alla sua raccomandazione involontaria, in quanto nessuno ha mai puntato il dito su eventuali errori, ma ricorda solo il meglio, ovvero la sua arte. Nel brano si fa anche riferimento al desiderio di fare qualcosa per cui valesse la pena essere ricordati, un’impresa in cui sicuramente Chester Bennington è riuscito.

When my time comes
Forget the wrong that I’ve done
Help me leave behind some reasons to be missed
And don’t resent me
And when you’re feeling empty
Keep me in your memory
Leave out all the rest.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.