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Red Hot Chili Peppers, La storia della cover di Fire di Jimi Hendrix

I Red Hot Chili Peppers sono una band che ha saputo combinare diverse novità e influenze e sperimentare vari generi musicali. Come tutte le band rock, hanno sicuramente subito l’influenza dei grandi del genere. Non è strano pensare nutrissero una profonda ammirazione per Jimi Hendrix. A tal proposito va citata la loro cover di Fire, che si trova in due album molto particolari per la storia della band. Non solo perché uno è Abbey Road EP, la cui copertina è una iconica e simpatica parodia del classico dei Beatles, ma anche perché tengono vivo il ricordo del primo chitarrista dei Red Hot Chili Peppers.

La storia di Fire di Jimi Hendrix

Fire è una canzone tratta dal primo album di Jimi Hendrix. Dal testo sembrerebbe un brano soprattutto erotico che coinvolge passione ed amore per una ipotetica ragazza. In realtà la genesi di questa canzone è completamente diversa e anche piuttosto pittoresca. Infatti, una sera di Dicembre Hendrix e la sua band volevano andare a pescare. Naturalmente è assurdo come pensiero, tanto più che non avevano alcuna attrezzatura. Rinunciando al proposito, Hendrix andò invece a casa di Noel Redding, il bassista. Quanto avvenne dentro quella casa si può evincere totalmente dal testo. Si parla di “posto infuocato”, che fu proprio la richiesta che Hendrix fece alla mamma di Redding, ovvero se poteva fermarsi nel suo posto infuocato. Il Rover a cui si fa riferimento nel testo è poi il cane di Redding.

I Red Hot Chili Peppers e la cover di Jimi Hendrix

I Red Hot Chili Peppers non sono sempre stati come ormai tutti li conosciamo, con John Frusciante chitarrista sempre rimpianto nei suoi ripetuti abbandoni. Il primo chitarrista della band fu infatti Hillel Slovak. Purtroppo, morì di overdose, aveva infatti una gravissima dipendenza dalle droghe. Slovak non è mai stato dimenticato dai membri della band, che hanno dedicato a lui diverse canzoni. Tra queste spicca Otherside, in cui si evince un riferimento alla dipendenza dalle droghe, che peraltro attanaglia anche il cantante dei Red Hot Chili Peppers, Anthony Kiedis. Negli ultimi due album con Slovak, Abbey Road EP e Mother’s Milk, la sola traccia che vede la presenza di Slovak è proprio una cover di Hendrix, Fire. Curioso che Abbey Road EP, che è di fatto nella copertina e nel titolo una parodia dell’omonimo album dei Beatles, non presenti affatto cover dei Beatles, ma per l’appunto una di Hendrix. Fire ha avuto molta fortuna con le cover, in quanto è stata interpretata anche da Alice Cooper. Nel caso dei Red Hot Chili Peppers è quantomeno commovente pensare di sentire la chitarra di Slovak un’ultima volta proprio in questo classico del rock.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.