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10 rockstar che forse non sapevi fossero anche pittori

Come se un eccezionale talento musicale non fosse già abbastanza, esistono rockstar che oltre a saper cantare, suonare e quant’altro, possono anche dipingere. Noto a tutti è il disprezzo che John Lennon aveva per i suoi disegni (non dipinse mai veri e propri quadri), mentre Syd Barrett si definì più pittore che musicista.

Abbiamo stilato per voi una lista di dieci rockstar che sono anche pittori.

Bob Dylan

Essere un premio nobel per la letteratura ed un musicista non è bastato a Bob Dylan. Infatti, sa anche dipingere. Ha spiegato, infatti, come secondo lui l’arte sia semplicemente un altro modo di esprimersi quando non puoi usare le parole. Disegnava e dipingeva spesso tra un concerto e l’altro, infatti fu in mostra la sua collezione The Drawn Blanck Series, realizzata durante un tour. Le sue opere d’arte furono rese pubbliche per la prima volta negli anni ’70, usate come copertine dei suoi album. I dipinti di Bob Dylan illustrano le classiche immagini americane di commensali, motel e ferrovie. Presso la Canvas Gallery si trovano le opere del cantante in acrilici e acquerelli, oltre a schizzi meravigliosamente dettagliati, che dimostrano la sua singolare musa artistica su più media.

Marylin Manson

Il cantante ha dichiarato che in realtà dipingere per lui non è un hobby, ma ha la stessa importanza di qualsiasi altra forma d’arte. Effettivamente la sua pittura esprime appieno la sua personalità, in quanto non ha risparmiato le atmosfere cupe nemmeno alle sue opere d’arte. Infatti, Manson fa uso costante di acquerelli e dipinge soprattutto soggetti cupi e spaventosi. Una sua mostra, dal titolo Masquerade, comprende dei quadri in cui ha di fatto messo su tela i suoi incubi. La rivista Art in America più che di incubi, ha paragonato i suoi lavori a quelli prodotti dai pazienti degli ospedali psichiatrici.

David Bowie

La pittura era una delle più grandi passioni di David Bowie. Al New York Times dichiarò che L’arte può cambiare il modo di sentirsi la mattina. Aveva frequentato la scuola d’arte ed era anche un grande collezionista, amava diversi artisti, come Frank Auerbach, Marcel Duchamp, Erich Heckel. Il duca bianco stesso si è comunque dedicato alla pittura: ha infatti prodotto tele per ogni fase della sua vita, realizzando diversi autoritratti. L’importanza della pittura per Bowie si vede proprio nelle sue opere: usava l’arte come sfogo, come autoriflessione. Da qui la grande abbondanza di autoritratti e il titolo di una sua mostra che si chiamava proprio “David Bowie is…”.

Syd Barrett

Parlando di quadri che rispecchiano la personalità, l’ex Pink Floyd ha dipinto una serie di opere, la maggior parte delle quali a tema astratto. A Londra aveva frequentato la scuola di Arte di Camberwell e sapeva sperimentare varie tecniche. Dal 2008 più di 30 delle sue opere prima mai viste sono state esposte a Cambridge, nell’ambito di The City Wakes, una serie di eventi in omaggio a lui. Purtroppo, rimangono pochi dei dipinti originali creati da Barrett, in quanto aveva l’abitudine di finire un quadro, fotografarlo e poi bruciarlo. Nella mostra oltre a fotografie, lettere e testi delle canzoni, ci sono anche, infatti, frammenti delle fotografie che ha scattato dei pezzi che ha distrutto. La mostra è stata curata da Stephen Pyle, suo caro amico e contemporaneo all’Homerton College e successivamente alla Cambridge School of Art e dalla famiglia Barrett. Forse non dobbiamo considerare la pittura come un altro hobby rispetto alla musica, ma come la sua vera inclinazione. Infatti, secondo Rosemary Breen, Syd Barrett:

“Si è sempre considerato un artista, non un musicista. Per lui la musica andava sempre al fianco dell’arte e, se non altro, era probabilmente spostato da un percorso più ovvio dalla musica. La musica era una cosa divertente, ma l’arte era dove il suo vero amore. La musica è venuta alla ribalta grazie ai Pink Floyd, ma senza di questo avrebbe portato avanti l’arte e penso che avrebbe avuto una vita molto più appagante”.

Paul McCartney

Una caratteristica interessante del Beatle è che non ha mai amato esporre a Londra, in quanto ha sempre voluto che le sue opere fossero apprezzate in quanto tali e non in virtù della sua fama come cantante. Tuttavia, capiamo bene che questo è impossibile. La sua produzione è comunque estremamente vasta: ha dipinto oltre cinquecento tele. Sul suo sito si legge che le sue tele mostrano il suo modo di dipingere a seconda delle sue ispirazioni, del suo umore e del periodo della sua vita. Nei suoi lavori non si trovano mai figure definite, ma confuse e spesso mischiate, proprio a seconda del suo umore. Curioso il fatto che abbia dipinto un ritratto di David Bowie mentre vomitava, questo quadro non fu molto apprezzato dal cantante, che infatti affermò di volerne dipingere uno dal titolo McCartney Shits.

Ringo Starr

Un altro ex Beatle che si è dato alla pittura, anche con grande successo e ricevendo diversi premi. Ha dedicato opere anche a suoi compagni rockstar, come Paul McCartney e Bob Dylanche come abbiamo visto condividono con lui non solo la passione per la musica, ma anche quella per la pittura. Ha realizzato diversi autoritratti, il che riflette un’idea di pittura come “diario” della vita reale. Nelle sue mostre ha mostrato spesso un approccio piuttosto divertente: le opere erano allineate alle pareti della galleria. Per tutta la serata, i pezzi furono strappati dalle pareti, facendo sembrare come se fossero stati rubati, e presumibilmente in modo che potessero essere consegnati a chiunque li acquistasse.

Janis Joplin

Non ha avuto molto tempo per regalarci grandi opere d’arte, però anche Janis Joplin, scomparsa giovanissima, si è occupata di pittura. Alcune sue opere sono state esposte anche in Italia. Sebbene il corpus dei suoi lavori sia quindi naturalmente esiguo, le opere ci mostrano un’artista di grande talento in grado di comunicare con i suoi disegni. In realtà le sue opere d’arte sono inserite pienamente nel contesto musicale: uno dei suoi lavori più famosi è “Shuckling”, un autoritratto che si riferisce a una vecchia frase usata dai musicisti blues che significa mescolarsi con umore malinconico.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.