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Top 5 canzoni rock’n’roll su storie d’amore

Uno degli argomenti più comuni delle canzoni rock’n’roll, oltre che di quasi tutti i generi, è senza ombra di dubbio l’amore. Del resto questo è un sentimento universale a proposito del quale si compone da secoli e che offre molteplici sfaccettature, quindi molte opzioni di scrittura: c’è chi ne canta con gioia, chi con malinconia, chi con irriverenza. Andiamo dunque a vedere 5 esempi di canzoni che parlano di storie d’amore in maniera molto interessante.

“Memphis Tennessee” – Chuck Berry 1959

Chuck Berry ci ha regalato canzoni che ancora oggi tutti cantiamo come “Johnny B. Goode” o “You Never Can Tell”. Nel 1959 pubblicò per la Chess Records il singolo “Memphis Tennessee”un brano che verrà registrato da molteplici interpreti soprattutto nel corso degli anni ’60, come per esempio Tom Jones, Elvis Presley, Johnny Rivers, i Beatles, i Rolling Stones, Jerry Lee Lewis e la lista andrebbe avanti a lungo. Questa canzone, che si divide in quattro strofe, gioca tutta sul fraintendimento: infatti, attraverso una conversazione con il centralino telefonico, l’ascoltatore è convinto che la “Marie” di cui si parla sia l’amante. Si scopre invece nel finale che si tratti della figlia del  protagonista!

 “Are you lonsome tonight?”– Elvis Presley 1960

Una delle ballate più celebri interpretate dal re del rock’n’roll è “Are You Lonsome Tonight?”. Elvis la registrò sotto consiglio del suo menager, il celeberrimo Colonnello Tom Parker, perché era una delle canzoni preferite della moglie di quest’ultimo. Il brano si tratta infatti di un riarrangiamento dell’originale datata 1926. La canzone vede l’io poetico rivolgersi alla donna che lo ha lasciato chiedendole se si sente sola ora che non c’è esponendo una serie di situazioni che vivevano abitualmente insieme. La parte più interessante è quella centrale parlata dove viene citato William Shakespeare con “The world is a stage and each must play a part” e paragonando la relazione ad una messa in scena teatrale. Divenuta celebre fra gli appassionati è la cosiddetta “Laughed Version” registrata a Las Vegas nel 1969, anno del ritorno dal vivo di Elvis, durante la quale Presley cambia il testo scoppiando a ridere e, colpito da ridarella, non riesce a smettere di sghignazzare per due minuti, fino alla fine del brano.

“Yesterday”– The Beatles 1965

Come poteva mancare un classico del calibro di “Yesterday”? Scritta da Paul McCartney fu pubblicata nel 1965 all’interno dell’abum “Help!”. Si narra che la melodia sia arrivata in sogno a Paul mentre dormiva a casa della fidanzata Jane Asher e restò in circolazione tra i membri della band a causa del perfezionismo ricercato da McCartney che tra l’altro, inizialmente, temeva di aver sentito da qualche parte la melodia che aveva sognato, preoccupandosi insomma di stare plagiando qualcuno. Il testo descrive un affresco di un amore passato e perduto, del quale il protagonista non si capacita. E’ il brano che è stato interpretato da più artisti di sempre, con ben più di 1600 varsioni!

“Eleonore”– The Turtles 1968

I Turtles divennero celebri a metà degli anni ’60 grazie alla canzone “Happy Togheter” (usata al giorno d’oggi nella pubblicità dell’Aperol Spritz”). A seguito di questo successo la casa discografica della band fece molte pressioni affinchè sfornasse una nuova hit. Così, esasperati, i membri del gruppo composero “Eleonore”. Le strofe sono quelle di una tipica canzone che narra di una relazione amorosa, ma il bello arriva nel ritornello quando, per mettersi di traverso rispetto ai discografici, i nostri cantano “You’re my pride and  joy, et cetera” (“Sei il mio orgoglio, la mia gioia, eccetera”). La canzone oltre oceano non ottenne il successo della precedente canzone, ma in Italia divenne nota grazie all’interpretazione dell’eterno ragazzo Gianni Morandi che applicò alla melodia originale un testo in italiano, pubblicando la sua versione sotto il titolo de “Scende la pioggia”.

“Wild Horses”– The Rolling Stones 1971

“Wild Horses” è la terza traccia dell’album “Sticky Fingers”, che vanta la copertina realizzata da Andy Warhol. Fu scritta dalla coppia Richards-Jagger dopo che quest’ultimo si lasciò con Marianne Faithfull, che gli disse, appena svegliatasi dal un coma da overdose nel 1969:“Wild horses couldn’t drag me away” (“I cavalli selvaggi non sono riusciti a trascinarmi via”). Ciò nonostante Jagger ha smentito che la canzone fosse dedicata a lei. La melodia invece fu opera di Richards, che pensava malinconicamente al figlio dal quale era spesso lontano a causa dei tour.

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