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Le 5 peggiori copertine mai realizzate nella storia del Rock

La storia del Rock pullula di dischi meravigliosi. Oggetti da collezione che, negli anni, hanno acquisito importanza sempre maggiore grazie al contenuto che custodiscono. Spesso, ci troviamo davanti ad opere perfette da tutti i punti di vista che diventano, per cui, desiderabili, anche per la magnificenza di ciò che viene mostrato in copertina. Anche nel Rock, l’occhio vuole la sua parte e, a dirla tutta, dovrebbe ormai essere un dato di fatto dati gli spettacoli mirabolanti a cui siamo soliti assistere quando si parla di questo tipo di musica, soprattutto dal vivo.

Nel corso degli anni, abbiamo assistito ad un totale ridimensionamento dei canoni stilistici sotto ogni punto di vista, influenzando qualsiasi corrente artistica che sia possibile prendere in esame. In musica, la maggior parte degli artisti che hanno contribuito a distendere il brillante cammino del Rock o, più in generale, della cultura moderna, ha ricevuto man forte da parte di fotografi e artisti di settore altamente intuitivi nei confronti, non solo del mercato, quanto delle esigenze personali dei musicisti.



L’idillio suggellato, ad esempio, tra i Pink Floyd e Storm Torgherson di Hypgnosis resta, tutt’oggi, emblematico. Ma cosa succede quando la sregolatezza degli artisti entra in contatto con l’incompetenza degli addetti ai lavori? In questa classifica, abbiamo raccolto cinque esempi lampanti e, a dir poco disdicevoli, frutto di queste madornali incomprensioni.

5) Anthrax – Fistful Of Metal (1984)

Si tratta del disco d’esordio del gruppo, nell’era in cui il Thrash Metal cominciava a farsi strada nell’immaginario collettivo come monito di rivoluzione artistica e sociale. I Metallica esplosero nelle classifiche di tutto il mondo con Kill ‘Em All e il responso degli Anthrax, formatisi solo 3 anni prima per volontà di Scott Ian e Dan Lilker, non tardò ad arrivare. I membri della band rinnegano da sempre la copertina del disco spiegando che, nonostante si fossero accorti fin da subito del fatto che fosse completamente sbagliata, non avevano più denaro per poterla cambiare.



4) Born Again – Black Sabbath (1983)

Dopo la dipartita di Ozzy Osbourne e l’uscita di Ronnie James Dio dai Black Sabbath a causa di dissidi personali e musicali, il gruppo si rivolse a Ian Gillan dei Deep Purple per incidere il disco in questione. L’album non fu accolto calorosamente dalla critica a causa della qualità di riproduzione mediocre. La copertina dell’album benne disegnata da Steve Joule mentre era in stato d’ebbrezza.

Una volta rinsavito, il grafico decise addirittura di cancellarla, incontrando l’opposizione di Geezer Butler e Tony Iommi che se ne innamorarono. La cover mostra un neonato dalle sembianze demoniache. Quando uscì il disco, la copertina fu oggetto di pesanti controversie. Ciò nonostante, si tratta di una delle cover preferite dagli artisti della scena Rock moderna. La stessa cover, venne proposta dai Depeche Mode sulla copertina del singolo New Life del 1981. L’unica differenza stava nel fatto che, in questo caso, il bambino avesse gli occhi coperti da una barra nera.

3) Slayer – Show No Mercy (1983)

La copertina dell’album d’esordio degli Slayer si ispirò alle pose assunte dai membri del gruppo durante i loro concerti. Il disco segnò, definitivamente, l’egemonia del Thrash Metal nella scena Rock più dura di quegli anni. Si tratta del primo disco Thrash Metal in cui figurano riferimenti espliciti al satanismo, ritrovabili nei testi come sulla front cover dell’album.

2) Pantera – Metal Magic (1983)

Il primo album dei Pantera lanciò la band nel mondo di eccessi nei quali trovarono tragicamente il loro culmine nel 2004. Travolgente e assolutamente fuori dagli schemi, con Metal Magic, i Pantera seppero farsi riconoscere dal mondo per il gruppo esplosivo che sono sempre stati. La copertina dell’album risulta, in ogni caso, abbastanza discutibile, per quanto sia perfettamente in linea con gli anni ’80. Una pantera antropomorfa regge una sciabola mentre il mondo alle sue spalle va in fumo. Colori sgargianti e grafiche cartoon rimandano perfettamente al periodo in cui l’album è stato rilasciato.

1) Scorpions – Lovedrive (1979)

Si tratta del sesto album in studio della band tedesca. Il disco segnò un punto di svolta definitivo per il gruppo. Le fattispecie canoniche di matrice Hard Rock con cui, fino ad allora, si erano fatti conoscere dal grande pubblico, lasciarono spazio a melodie di stampo prettamente Metal, dalle influenze particolarmente melodiche e, relativamente, commerciali. Parliamo del sound con cui, band come i Van Halen e i Judas Priest riuscirono ad ambire al successo. La copertina dell’album destò particolare clamore mostrando contenuti espliciti di natura sessista. Per questo, venne censurata in molti paesi del mondo fino ad essere sostituita da uno scorpione blu su sfondo nero.

 

 



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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)