gtag('config', 'UA-102787715-1');

Top 5 raccolte perfette per introdursi al Rock n’Roll

Avviene più spesso di quanto si pensi, il fenomeno delle raccolte colpisce ogni band nel corso della sua carriera. Per quanto proficua questa possa essere, infatti; quello delle raccolte è un metodo infallibile per mantenere alto l’interesse in un gruppo da parte dei fan quando comincia ad intercorrere un tempo troppo ampio tra un’incisione e l’altra. La torbida mano del marketing è, però, sempre dietro l’angolo e; a volte, queste pubblicazioni possono essere interpretate come un modo per le case discografiche di spillare più soldi dai fan degli artisti.

A discapito di quest’odiosa stigma però, esistono alcune raccolte degne di nota, a volte per la presentazione invitante con cui vengono accompagnate, altre per l’accortezza con cui i brani migliori vengono scelti o; ancora, per l’inserimento di sezioni dal vivo che riescono a catturare la sinergia e la potenza dei gruppi presi in esame.

Ad ogni modo, capita spesso, che questi Best-of aiutino; non solo ad accrescere l’interesse dei fan più irreprensibili, ma anche ad avvicinare al mondo del Rock nuovi ascoltatori prima d’allora estranei a questo meraviglioso panorama. In questa classifica, troviamo 5 tra le migliori raccolte Rock utili allo scopo.

5) Green Day – International Super Hits! (2001)

La raccolta viene pubblicata 3 anni prima dell’uscita di “American Idiot”. L’uscita di “International Super Hits!” sta quasi a segnare la fine dell’ Atto I dei Green Day. Come sappiamo, l’uscita dell’album nel 2004 rivitalizzò la carriera della band, ma in ogni caso, “International Super Hits!” scalò le classifiche di ben 10 paesi, ricordando ai fan di tutto il mondo gli albori dei Green Day ed il loro sound fresco e aggressivo dei primi anni.

4) Nirvana – Nirvana (2002)

Incrociare il cammino dei Nirvana, negli anni è diventato sempre più semplice, ma al contempo impervio. Imbattersi in una fandom tanto radicata e nel pesantissimo impatto culturale di cui la band è meritatamente artefice può, per certi versi, rendere shockante un’esperienza conoscitiva del genere. La raccolta in questione, fornisce uno spettro conoscitivo ampio e conciso, con il quale chiunque può apprezzare l’opera della band senza subire folgorazioni dirette. “Nirvana” racchiude i più grandi successi della band, alcuni arrangiati in versione acustica ed inedita ed altri volutamente mancanti in modo da non incorrere nel banale.

3) Black Sabbath –  We Sold Our Souls For Rock n’ Roll (1975)

I primi 6 album dei Black Sabbath racchiudono le più grandi hit della band, nonché un pezzo della storia della musica non indifferente. Tuttavia, realisticamente parlando, un potenziale fan in erba, potrebbe riscontrare un impatto un po’ eccessivo con lo sperimentalismo cui la band fu soggetta in quegli anni, risultandone scosso. “We Sold Our Souls For Rock ‘N’ Roll” è il giusto compromesso affinché chiunque riesca ad apprezzare l’opera eterna e indissolubile dei Sabbath. La compilation non è solo perfettamente bilanciata, il titolo d’impatto e le grafiche volutamente minimali, la rendono un oggetto appetibile ed accattivante che chiunque gradirebbe esporre sui propri scaffali di casa.

2) Iron Maiden – Best Of The Beast (1996)

Data l’ampia carriera della band che vanta all’attivo 16 dischi in studio e 12 dal vivo, un punto d’inizio sarebbe gradito da tutti i novelli ascoltatori del gruppo. “Best of The Beast” è una raccolta bilanciata che aiuta il neo fan ad addentrarsi, non solo nella musica dei Maiden, ma anche nel mondo dell’ Heavy Metal, ripercorrendo alcune tra le hit della band attraverso intriganti collaborazioni e versioni realizzate in live.

1) Motörhead – No Sleep ‘Til Hammersmith (1981)

Incidere un album dal vivo può risultare, per alcuni una sfida assolutamente impervia e pericolosa. I Motörhead compiono, come pochi, l’impresa con successo. “No Sleep ’Til Hammersmith” racchiude la potenza terrificante e prorompente con cui la band ha saputo farsi strada nel panorama culturale mondiale, collimata con l’energia e il carisma che solo Lemmy ha saputo dare dal vivo. La raccolta presenta, inoltre, stralci dei primi anni della band con versioni uncutted di brani come “Ace Of Spades” ed “Overkill”.

 

 

Share

Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)