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10 album rock e metal che sono detestati dai fan

Per quanto una band possa avere successo o essere apprezzata, esiste sempre un album considerato un flop. Non sempre il flop indica una scarsa rendita nelle vendite, può semplicemente infatti riguardare un modo di percepire quel disco. Alcuni album vengono criticati dalla critica o dai fan o spesso addirittura detestavi. Abbiamo scelto dieci album rock che hanno avuto questo destino.

1) Lou Reed – Metal Machine Music

Lo troviamo spesso in classifiche come questa, viene addirittura considerato come uno scherzo, qualcosa da non prendere sul serio. Lou Reed a proposito dichiarò:”Non chiederò scusa a nessuno per Metal Machine Music, e non penso che bisognerebbe mettere nessuna avvertenza sulla copertina. Solo perché qualche ragazzino ha tirato fuori 7,98 dollari per averlo – non mi importa se ne ha pagati 59,98 o 75, dovrebbero essermi GRATI per aver pubblicato quella cazzo di roba, e se non gli piace possono mangiare merda di topo. Io faccio dischi per me stesso”. Sicuramente è un disco particolare, caratterizzato soprattutto da cacofonia e rumori.

2) Linkin Park – One more light

Si tratta dell’ultimo album della band. Molti sono tristi sia proprio questo l’ultimo lascito dei Linkin Park, in quanto sicuramente è un disco che pregiudica l’originalità precedentemente mostrata. Molti fan non lo avrebbero nemmeno considerato se non fosse uscito vicino alla scomparsa del compianto Chester. La band tenta, infatti, di avvicinarsi alle sonorità pop tipiche del periodo, senza invece dettare loro legge con le loro peculiari caratteristiche. Non è il loro lavoro migliore senza dubbio.

3) Guns ‘N Roses – Chinese democracy

Questo disco viene citato in How I met your mother, quando Ted vuole mostrare a Barney che non è vero che “nuovo è sempre meglio”. La battuta nella sit-com risulta piuttosto calzante, in quanto sicuramente Chinese democracy non conserva l’antica gloria della band. Bisogna innanzitutto considerare che è durante la lavorazione a quest’album che i Guns subirono tutti i vari cambiamenti di formazione, che fecero rimanere come unico membro storico il cantante Axl Rose. Tuttavia l’insuccesso è anche motivato dal cambiamento di stile, in quanto Rose volle ispirarsi maggiormente ai Queen e dalla scarsa promozione, forse proprio a causa della burrasca di cambiamenti che i Guns stavano affrontando.

4) Kiss – Dynasty

Sembra quasi una bestemmia per chi conosce solamente “I was made for lovin’ you”, eppure l’album che la contiene non è amato dai fan. Che possa piacere o meno, questa traccia è sicuramente più adeguata ad una discoteca che non alla dura forza del rock. In generale l’album presenta canzoni poco coerenti con il solito genere dei Kiss. Ciò va motivato anche con il fatto che tale album fu il prodotto di grandi tensioni all’interno della band e per molti fan è l’inizio per la loro musica di una discesa ad un livello più basso.

5) Dream Theater – Falling into infinity

L’idea che sembra stare alla base di questo album è vendere ed in effetti è ciò che ottenne, grandi vendite e passaggi radiofonici. Tuttavia, i fan non lo hanno digerito bene forse proprio per questo. Se pensiamo che già il titolo Stream of Consciousness, che avrebbe conferito la solita vena poetica allo stile della band, fu considerato eccessivo e sostituito, capiamo le intenzioni. Le canzoni sono tutte più brevi, allo scopo di farle diffondere maggiormente ed in generale nemmeno i membri della band ne sono soddisfatti. Bisogna infatti capire che non era scopo dei Dream Theater comporre brani adeguati alle radio, ma che la casa discografica facesse pressioni in tal senso. Lo stress di questa situazione si vede molto dall’album.

6) Megadeth – Risk

Nonostante il titolo del disco sia proprio “rischio”, con questo lavoro i Medadeth hanno deciso di non rischiare come di solito si fa con il rock e con il metal e di addentrarsi nel mainstream. Molti fan si sono lamentati del fatto che il sound caratteristico del gruppo si sia perso in questo lavoro discografico, in cui le canzoni hanno più che altro un ritmo lento e mai quell’energia tipica dei Megadeth.

7) Black Sabbath – Forbidden

I Black Sabbath sono una band a dir poco resistente. Sono sopravvissuti a cambiamenti importanti di formazione rimanendo comunque coerenti e con grande successo, ciò anche senza Ozzy Osburne e poi senza Ronnie James Dio. Ma “Forbidden” fu considerato da pubblico e fan davvero un grande errore. Stavolta queste opinioni si ripercuotono sulle vendite, infatti incassò pochissimo. Forse a influire negativamente sull’uscita di quest’album vi erano anche le alte aspettative, per un gruppo musicale che ha fatto la storia dell’heavy metal.

8) Aerosmith – Rock in a hard place

A proposito di band che risentono dei cambi di formazione, dopo una situazione di stallo con il cantante Steven Tyler, gli Aerosmith dovettero affrontare l’abbandono del chitarrista Joe Perry. Furono in grado di finire l’album in corso in Night in the Ruts, ma il loro seguito Rock In a Hard Place fu davvero un fallimento. Solo quando alcuni membri tornarono gli Aerosmith tornarono al loro splendore, ma quest’album mostra un periodo buio.

9) Van Halen – Van Halen III

Dopo l’abbandono di Sammy Hagar, i fratelli Van Halen cercarono di riprendersi con un nuovo cantante. Lo trovarono nel frontman degli Extreme Gary Cherone, incidendo questo disco. L’unico album che presenta Cherone alla voce è Van Halen III. Il motivo per cui non viene apprezzato è innanzitutto la novità di Cherone, la cui voce paragonata a quella di Hagar non sembra adeguarsi alla band. Non fu però tanto questo il problema, quanto il fatto che anziché basarsi sul loro sound rock, sperimentarono il funky, uno stile che non gli si addiceva.

10) The Rolling Stones – Dirty work

Ancora una volta, è la mancanza di coesione a menare la buona riuscita di un disco. Dirty work è considerato il punto più basso degli Stones. Sicuramente mostra come Richards e Jagger non fossero più molto in sintonia. Mentre l’album era in lavorazione, i membri stavano portando avanti progetti solisti ed erano spesso assenti dagli studi di registrazione. Ciò non è sfuggito a fan e critica.

 

 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.