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Fabrizio De André, il significato del brano “La cattiva strada”

Fabrizio De André è stato molto abile nella sua produzione. Paroliere e cantastorie, è riuscito a trattare di diversi temi e fatti con un fare non comune a molti. E’ riuscito a raccontare e a raccontarsi con i suoi testi, con le sue musiche e le sue interviste. E’ riuscito a riesumare antiche storie e assetti e a renderli contemporanei. Con un filo di malinconia e ironia è arrivato ad essere uno dei pilastri del cantautorato italiano. Molte delle sue canzoni nascondono dei rimandi o degli antefatti che molto spesso non ci sono chiari all’atto dell’ascolto. Qui il significato del brano “La cattiva strada” di Fabrizio De André.

Il contesto produttivo

De André era reduce della pubblicazione di Storia di un impiegato con cui cercò di mettere avanti il suo pensiero politico, ma a detta dello stesso autore, era forse troppo “chiuso”, poco chiaro. “La cattiva strada” nasce da un contesto produttivo che vede la collaborazione di De Gregori. I due passano del tempo nella villa di Fabrizio e -come ci racconta De Gregori- non era un periodo facile, per nessuno dei due. Passavano il tempo giocando a Poker e a scacchi e si correggevano o rivedevano gli appunti a vicenda. “La cattiva strada” ha in sé il malcontento e la tensione di quegli anni.

Il 45 giri e Volume 8

La canzone è nel ventiquattresimo 45 giri pubblicato da De André. Nel lato A è presente la traccia “La cattiva strada”, nel lato B Amico Fragile“. Il 45 giri fu pubblicato nel 1974 ma non ne furono prodotti molti esemplari. La versione contenuta al suo interno inoltre, ha un tocco diverso rispetto alla riproposta fatta l’anno successivo con Volume 8, il che la rende quasi una rarità. Nel 1975 sarà pubblicato appunto, Volume 8, un 33 giri che conterrà quattro canzoni per lato, alcune scritte da De Gregori altre da lui, mentre la maggior parte saranno scritte e arrangiate in collaborazione.

Il significato di “La cattiva strada”

Qual è il significato di questo pezzo? Bisogna intendere “la cattiva strada” come un vero e proprio viaggio in gli autori ci svelano dei “tipi“, diversi tipi di persone, afflitte, disilluse, provate. La prima che ci viene presentata è un soldato. Lo si evince dalla parata militare che viene nominata. Il soldato è l’innocente a cui si sputerà in un occhio; l’innocente che è tale proprio perché è l’emblema dell’asservimento. Il soldato esegue e quando chiederà il perché di quello sputo, gli sarà risposto “questo è niente”, molto probabilmente in riferimento alla guerra. Seguirà una “regina” evidentemente una prostituta, “con il suo dolore” dato ciò che si ritrova a fare. Una regina che invero potrebbe ricordare un po’ tutti: quante volte ci si dimentica di se stessi e ci si addolora perché costretti dalle cose e dalle circostanze? E’ il turno di un pilota, poi di un diciottenne alcolizzato, che fugge da sé, fugge da tutto. Infine un tribunale, dove il più virtuoso e potente dei sentimenti è sotto processo: l’amore. Il significato de “La cattiva strada” di De André sta nel suo stesso essere: un percorso in cui si cerca, si comprende e si trova. Un viaggio in cui possiamo perderci e riscoprirci. 

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Maria Geraci, 1999. Laureata in lettere moderne e studentessa magistrale di letteratura, filologia e linguistica italiana. Appassionata di rock, grunge e cantautorato. Ferrata nella stesura di articoli e aspirante scrittrice. (mariageraci9@icloud.com)