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Phil Collins: 10 canzoni per onorare il polistrumentista britannico

Buon compleanno, Phil Collins!
Il cantautore e polistrumentista britannico, noto per essere stato il batterista dei Genesis ma anche, e soprattutto, per la sua carriera da solista, è nato a Londra il 30 gennaio del 1951, e compie oggi 67 anni. I numeri che accompagnano la carriera del britannico sono certamente esorbitanti e, se non riescono comunque a definire per intero una figura come quella di Phil, possono darci una chiara idea di quale sia stato il suo impatto, anche mediatico, nel panorama musicale degli anni ottanta.
In quest’articolo parleremo delle 10 canzoni (tra le più importanti) che meglio ricordano la sua figura, precisando che questa non è una classifica, dove riteniamo peggiore o migliore un determinato pezzo, ma semplicemente una lista.

1) In The Air Tonight: come non escludere da questa classifica il celebre In The Air Tonight! Il pezzo rappresenta uno dei primi grandi successi del britannico, scritto nel 1980 e pubblicato nell’album Face Value, dell’anno successivo. Il pezzo, così come per molti l’inizio della carriera stessa da solista, è ispirato alla rabbia conseguente al divorzio con la moglie. Oh, lord – è così che il cantante si riferisce alla sua destinataria, precisando che non la salverebbe neanche se questa fosse in procinto di, metaforicamente, annegare.

2) Easy Lover: il brano è inserito nelle Hits di Collins, ed è stato pubblicato nel 1984. In duetto con il cantante statunitense Philip Bailey, che, secondo lo stesso Phil Collins, gli si avvicinò al termine di una sessione di registrazione per chiedergli di scrivere un pezzo insieme, il brano ricevette una nomination ai Grammy Awards per la miglior interpretazione vocale di gruppo. Un brano fuori da ogni epoca, così l’ha definito Collins.

3) Another Day in Paradise: così come per In The Air Tonight, anche in questo caso parliamo di un pezzo celebre, tra i simboli della carriera di Phil Collins. Il brano è del 1989, estratto dall’album …But Seriously, e rappresenta un importante cambiamento musicale nella carriera del britannico, che torna ad affrontare il tema dei sensatetto dopo averlo fatto per la prima volta al tempo dei Genesis. Il pezzo non solo ha avuto molto successo, figurando in cima a molte classifiche, ma è stato inserito – dalla Bilboard – nella classifica dei 100 brani migliori della storia della musica.

4) Two Hearts: contemporanea, o quasi, alla precedente è Two Hearts, inserita nella colonna sonora del film Buster, del 1988. Immaginando, senza troppo bisogno di spiegazioni, di cosa parli il testo, emblematico in questo caso è l’ottenimento del Grammy (del 1989) per la miglior[nextpage title=”pagina 2″]
canzone realizzata per un film.

5) Sussudio: il singolo è stato estratto dall’album No Jacket Required, del 1985. Un altro brano famosissimo da parte del britannico, in grado di scalare, senza troppa difficoltà, classifiche relative a vendite e ascolti. Phil Collins stesso ha ammesso di aver completamente improvvisato il testo del brano, partendo dal verso “Sus-sussudio” venutogli in mente mentre suonava la batteria. A partire da questa semplice improvvisata, tutto il testo costruito intorno narra di una cotta adolescenziale del britannico stesso.

6) Hand in Hand: sesta traccia dell’album di esordio del cantante britannico, Face Value. Così come la precedente In The Air Tonight, la canzone contiene quelle stesse tematiche che sono presenti in tutto l’album, dal divorzio con la miglie Andrea Bertorelli all’ispirazione musicale dell’amico Peter Gabriel, con lui nei Genesis.

7) One More Night: altro singolo estratto dall’album No Jacket Required. Anche in questo caso, come per la precedente Sussudio, si parte da una sostanziale improvvisazione, anche se in questo caso musicale. Avendo creato inconsapevolmente un buon ritmo alla batteria, Collins ha deciso di costruirci su un pezzo che ha ammesso di aver scritto molto velocemente, distribuito negli Stati Uniti prima di Sussudio.

8) True Colors: il successo di Cyndi Lauper è stato reiterpretato da Phil Collins e inserito nella raccolta Hits, del 1998. Il brano è particolare per l’adozione di sonorità che sono differenti dal precedente brano in versione pop, presentando infatti dei forti richiami smooth jazz e rythm and blues.

9) Do You Remember: il brano, del 1990, è inserito nell’album …But Seriously, e, pur non avendo avuto molto successo nei paesi europei, ha la peculiarità di essere stato molto ascoltato in Canada e negli Stati Uniti. Il pop di questo brano è predominante e si accompagna ad un soft rock; il brano è stato particolarmente celebre in Bulgaria, dopo essere stato inserito in un programma per ragazzi.

10) Separate Lives: ultimo brano di questa lista che riguarda il nostro cantante è Separate Lives, del 1985 e inserito nella colonna sonora del film White Nights (Il sole a mezzanotte). Il brano è stato scritto dallo stesso Collins ed è cantato insieme alla voce femminile di Marylin Martin. Ha ricevuto una nomination agli Oscar del 1986 come miglior canzone, pur essendo battuta, però, da una canzone dello stesso film: Say You, Say Me.

di Bruno Santini (Nefele)

Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.